
Il Decreto 26 marzo 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) definisce il nuovo quadro normativo per la gestione dei centri di raccolta dei rifiuti urbani, intesi come aree presidiate destinate alla raccolta differenziata per frazioni omogenee. Il provvedimento stabilisce in modo puntuale le caratteristiche tecnico-strutturali dei centri, i requisiti per la loro gestione e funzionamento, nonché le tipologie di rifiuti conferibili e le relative modalità operative.
Il decreto disciplina anche le modalità di accesso ai centri, distinguendo tra utenze domestiche, utenze non domestiche, gestori del servizio pubblico e altri soggetti obbligati al ritiro di specifiche categorie di rifiuti.
Particolare rilievo è dato alle utenze non domestiche ammesse, che comprendono:
- soggetti individuati dalla normativa (D.Lgs. 152/2006) che producono determinate tipologie di rifiuti;
- soggetti che conferiscono rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), secondo il D.Lgs. 49/2014;
- strutture che producono rifiuti sanitari assimilati agli urbani.
Tra gli elementi di maggiore interesse per le imprese, il decreto include specifici allegati (che puoi trovare ai pulsanti in calce alla email):
- Allegato 1: elenco di 60 tipologie di rifiuti conferibili anche dalle utenze non domestiche (tra cui toner, imballaggi, pneumatici fuori uso e inerti);
- Allegato 2: scheda di conferimento obbligatoria per le utenze non domestiche, che richiede l’iscrizione all’Albo gestori ambientali;
- Allegato 3: scheda da utilizzare nei casi in cui non sia obbligatorio il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR).
La pianificazione e realizzazione dei centri di raccolta è affidata ai Comuni o a livello intercomunale, sulla base delle caratteristiche del territorio, del numero di utenze e della sostenibilità economica, con obbligo di comunicazione a Provincia e Regione.
Il decreto prevede inoltre che:
- le associazioni ambientaliste possano conferire rifiuti raccolti durante campagne di pulizia, secondo quanto stabilito dai regolamenti locali;
- i Comuni o gli enti d’ambito possano definire, tramite regolamenti, l’organizzazione e la gestione dei centri, nonché le tipologie di rifiuti conferibili e le modalità di accesso, nel rispetto degli allegati tecnici.
Infine, il decreto che è entrato in vigore il 14 maggio 2026, abroga i precedenti decreti del 2008 e 2009 e stabilisce un periodo transitorio di 12 mesi per l’adeguamento dei centri di raccolta già esistenti alle nuove disposizioni.
Per maggiori informazioni contattare l’ufficio soci allo 0523 603100
